mudaC | museo delle arti Carrara
project room
Stefanie Oberneder. L'eterno mito della Grande - Madre
a cura di Paolo Nerbi
19 aprile - 5 luglio 2026
inaugurazione 19 aprile ore 18.00
Con questa mostra si chiude il primo ciclo espositivo della project room, nato attraverso una call lanciata nell’aprile 2023 dedicata alla relazione degli artisti con Carrara, che ha visto la partecipazione di oltre sessanta autori e la selezione di dieci progetti condotta da una apposita commissione composta da Laura Barreca, Cinzia Compalati e Gilberto Pelizzola. Stefanie Oberneder è stata l’ideatrice, insieme a Zoran Grinberg, di Carrara Studi Aperti, l'incipit per la candidatura di Carrara a Città Creativa UNESCO. Non a caso il ciclo espositivo si è aperto con le sculture di Grinberg e chiude ora con le opere di Stefanie Oberneder.
“I lavori di Stefanie Oberneder, spiega lo stesso curatore Paolo Nerbi, sono dotati di un particolare potere di attrazione sullo spettatore, forse perché la loro configurazione formale è, nell’immediato, leggibile: l’Uovo è infatti una figura semplice e perfetta. Quando poi cerchiamo di intraprendere un percorso che ci conduca nella sfera dei significati, ci rendiamo conto che non pochi sono gli interrogativi che ci poniamo. L’Uovo che Stefanie Oberneder dota di un ombelico inciso, le Figure poi sparute, filiformi ma fortemente presenti, sono custodi di un Mistero. L’incisione di un ombelico, che è un dettaglio anatomico, inciso nella “Forma - Uovo”, lo trasmuta, rispecchiando l’Omphalos conservato nella cella ipogea del tempio di Delfi. Non è più semplicemente un Uovo e tanto meno solo un ventre. Si rivela come il principio primo, l’archè da cui nasce e procede la vita, possedendo la categoria della duplicità: ci parla dell’essere e del divenire, che di fatto è l’esistere, cioè l’esserci. Il suo fascino, il mistero iniziale consiste nell’ambiguità che scopriamo poi risolversi in ambivalenza. Privilegiando la forma perfetta, l’Uovo appunto, Stefanie ha con Brancusi un evidente rapporto. Al contempo l’invenzione della donna - Aracne, della Grande - Madre, che si muove nella vita, dunque nell’esserci, rivela un chiaro rapporto con l’’’Ombra della sera“ del museo etrusco di Volterra e, più in generale, con le figure di Giacometti'.
Stefanie Oberneder è nata a Lindau, in Germania. Dopo la maturità, ha deciso di percorrere un apprendistato da scultrice su pietra e per tre anni si è formata nella bottega di un architetto - scultore. Grazie a una borsa di studio per l'estero, è stata sei mesi in Italia dove si è iscritta all’Accademia delle Belli Arti di Carrara, disciplina scultura, sezione bronzo. Dal primo anno accademico ha avuto l'occasione di creare e mostrare le sue opere, partecipando a mostre e concorsi nazionali. In quegli anni nasce il progetto “L’ombelico del mondo”, in concomitanza con la nascita del primo dei suoi tre figli. La maternità e Carrara, la città dove vive ancora oggi, diventano per vari anni il centro della sua creatività che si è sviluppata nel progetto Carrara Studi Aperti. Ha curato con Enrica Pizzicori il collettivo femminile e femminista “Disturbate”, il progetto espositivo per artisti in collaborazione con APS Oltre Estensioni. Oltre.LoSpazio e il Festival Carrara incontra l’Africa.